Sito Ufficiale di Leonardo Manetti, poeta contemporaneo toscano.

   
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IL SOGNO DI UN ROMANTICISMO MODERNO E IL FALLIMENTO DELL’IDEA ILLUMINISTA.

L’auspicata vittoria della ragione e della scienza sulla fede, da parte degli illuministi, si è rivelata un fallimento. La scienza non può spiegare tutto, anche per questo che l’uomo ha bisogno di un appoggio spirituale. A oggi, grazie anche al pensiero illuministico, lo sviluppo scientifico ha portato nelle nostre vite effetti positivi, progredendo nella ricerca medica e in altri campi che hanno agevolato molto il nostro stile di vita. Ma dobbiamo anche ricordare che il progresso e la scienza hanno prodotto l’aumento dell’inquinamento e delle catastrofi ambientali, per non parlare dei conflitti ideologici ed economici, molto pericolosi per il pianeta, ricordando le possibili armi di distruzione di massa oggi disponibili.

Gli illuministi pensavano, che grazie alla scienza, fosse possibile controllare ogni cosa, trovando per ogni evento la risposta. Voglio smentire questa tesi, parlandovi di un fatto avvenuto, nella mia zona, poco tempo fa. Il Chianti è stato colpito da uno sciame sismico, una lunga sequenza di scosse telluriche di media-alta intensità. La scienza non le aveva previste. Il terremoto è un evento imprevedibile, incontrollabile, così come l’evoluzione di uno sciame sismico, questo indica che la scienza ha i suoi limiti e non può prevedere eventi di tale portata.

Bisogna riconoscere però, che il periodo illuminista nasce con presupposti positivi, impostati sul creare una società perfetta, più felice e più ricca. Una società pacifica, dove la guerra viene vista come il male assoluto e la politica nasce per tutelare i diritti dei cittadini, soprattutto preoccupandosi della loro felicità. Portando nell’esistenza umana nuove aperture di pensiero, di scambio e di confronto grazie alla diffusione del sapere.

Tutti noi, abbiamo in qualche modo beneficiato di questa corrente di pensiero. Con il tempo, però, gli obiettivi scientifici ed economici hanno preso il soppravvento su quelli sociali, portandoci a una società sempre più diseguale, ingiusta e oppressa dal potere.

Lo stesso Rousseau, filosofo illuminista, tornò sui suoi passi, vedendo l’evolversi di questa nuova ideologia, condannò così la società contemporanea, seppure progredita, in quanto ricettacolo di corruzione e ingiustizie sociali; osservando che il modello economico, creato dall’illuminismo, portò all’abbandono delle campagne. Rousseau considerò il bisogno di ritornare alle origini contadine, quale strumento più vicino alla natura. Giungendo inoltre a rivedere il proprio pensiero, elevando il sentimento, come possibile salvezza per gli uomini.

Una sola concezione materialistica della realtà non può essere più accettata! Le persone sono contraddittorie per natura, alcuni aspetti della loro esistenza possono essere razionali, per altri, come nella sfera emotiva, dove misteriose forze dell’anima prendono il sopravvento, prende campo l’irrazionalità. Stessa cosa vale per la bellezza e le meraviglie della vita, molto spesso inspiegabili scientificamente.

Un’altra interessante corrente di pensiero è senza dubbio il “Romanticismo” giunto dopo la fine del periodo illuministico, anch’esso, come tutti i movimenti, è caratterizzato dai pro e contro. Originariamente il suo nome indicava una narrazione fantasiosa e sentimentale, spesso ambientata in paesaggi solitari e pittoreschi.

Questa corrente di pensiero considerava la poesia, una delle più alte espressioni della vita. Il romanticismo esalta il sentimento, la fantasia, il sogno, il rapporto con la natura, le tradizioni, l’arte e l’amore per il proprio popolo. Evidenzia l’importanza dell’individualità dell’artista, il suo istinto, il suo pensiero e il suo genio.

Questa corrente non pone barriere, va oltre agli eventi fisici, al dolore, alla morte stessa, non vive il limite, ma l’eterno e l’invisibile.

Se dovessi definire il “romantico”, lo definirei un uomo dall’animo travagliato e fragile. Un eterno indeciso, sensibile, legato al mondo ultraterreno e sempre un passo oltre a questa vita. Ma anche insoddisfatto, frustato, malinconico, triste, inquieto, deluso e desideroso di un infinito, che gli appare irraggiungibile. Possiede il gusto e la sensibilità per il bello, per l’estetica, ama il prezioso e il raffinato. La sua indole è curiosa e sognante. Conservatore e rivoluzionario, solitario e introverso, seppur conosca l’importanza del dialogo e delle relazioni sociali. Insomma un essere contraddittorio che alterna momenti di forte pessimismo ad altri di grande ottimismo.

Il romantico rifiuta tutte le regole artistiche, per lui la poesia deve essere libera espressione del sentimento, senza confini né dettami, ma poesia semplice spontanea e sincera.

Lo stesso vale per le altre arti: pittura, scultura, musica, cinematografia e letteratura in generale. L’arte è una libera creazione d’emozioni e non deve essere condizionata dalle regole classiche. La sperimentazione è necessaria senza però scordarsi della rivalutazione delle tradizioni popolari.

 Il romanticismo, come la gran parte delle varie correnti culturali, ha concezioni diverse da paese a paese. In Italia forse il vero romanticismo non si è mai espresso in una sola concezione, basti pensare che tra i più grandi romantici e letterati italiani, classifichiamo Leopardi e Manzoni, due grandi figure del nostro secolo, ma entrambi con una rappresentazione del romanticismo diversa.

Anche Mazzini fu considerato un “romantico” per i suoi ideali di libertà, vivendo il romanticismo come un impegno politico, concreto.

Va anche ricordato, però, che la maggior parte dei romantici fuggiva dalla realtà politica del momento, rifugiandosi in un mondo interiore immaginario.

Rimanendo sul piano politico potremmo dire, a grandi linee, che in Italia vigeva un romanticismo patriottico e liberalista, in Francia rivoluzionario, in Inghilterra letterario e in Germania filosofico, sarà proprio quest’ultimo che getterà le basi per le ribellioni, influenzando fortemente la concezione politica europea e qui si evidenzia l’aspetto negativo di questa corrente che aprì la strada al militarismo, alla guerra e alla razza superiore.

La mia poesia è spesso didascalica e rientra di più nella concezione illuministica, dove la poesia doveva essere, soprattutto, una forma d’insegnamento. Il romanticismo deprezzò questo genere e ne determinò anche il decadimento. Personalmente però credo che anche la poesia didascalica può essere romantica. La letteratura didattica porta ad argomenti scientifici, tecnici, morali, economici, sulle arti, i mestieri, sulla vita, usi e costumi, divulgando il sapere. Spesso però il poeta didattico aveva bisogno di raccontare la materia non solo con il rigore della scienza e qui spiccava il suo lato romantico.

Viste le mie poesie, molto spesso descrittive, posso essere considerato un non romantico, ma esistono due tipi di romantici, la letteratura ci porta numerosi esempi, il romantico introspettivo legato ai problemi esistenziali e quello più reale, influenzato in parte da dinamiche più concrete. Posso quindi classificarmi in questa seconda fascia, come un romantico influenzato dall’illuminismo, movimento che non rinnego perché ha migliorato la nostra esistenza, sotto molti punti di vista. Nessun romantico condanna il passato, gli aspetti storici sono tutti degni di nota, lo studio della storia è essenziale per conoscere le proprie origini, capire il presente e instradare il futuro. Il romantico non rifiuta del tutto la ragione e la razionalità, ma coglie una realtà a un livello più profondo, distaccandosi dal pensiero illuminista che poneva rigidità e limiti, (vedi il pensiero di Kant).

Mi ritrovo in questa corrente di pensiero anche per l’ispirazione che colgo dalla natura, come per i romantici inglesi, di un tempo, che s’ispiravano tramite paesaggi e atmosfere suggestive. Io lo faccio, ammirando la mia terra, il Chianti, dove vivo e lavoro.

Entrambi i movimenti hanno idee diverse sulla religione, non ho voluto approfondire l’argomento per rispetto al pensiero spirituale di ognuno di noi, ribadendo il diritto alla liberta di fede e ideologia.

8 Responses so far.

  1. Marco Morandi scrive:

    E’un testo scritto con molta dedizione didattica e pieno zeppo di una ricerca della conferma al tuo essere. MI piace molto la scorrevolezza e la forza comparativa che hai trovato con gli sprazzi di storia ( sono pazzo per la storia) Per quanto riguarda l’idea evoluzionistica a cui hai cercato di arrivare, purtroppo è un po una chimera. Condivido entrambi le correnti letterarie perché a mio avviso il romanticismo è lo sfociare dello tzunami che lo stesso illuminismo aveva creato. Purtroppo le idee di Rosseau stanno riprendendo molto piede e , forse, torneremo veramente all’essenzialità della natura riscoprendo i vecchi mestieri del contadino, del bifolco ecc… La poesia come insegnamento è forse un po presuntuoso, ma ti fa molto onore perchè la mia vita è stata dedicata esclusivamente all’insegnamento ( anche il mio lavoro mi ha portato per venti anni a giro per il mondo ad insegnare a lavorare…) e, per questo lo condivido pienamente. In conclusione, oltre a farti i complimenti per la maniera fluida con cui riesci ad esprimerti, devo e non posso fare altro, augurarmi che esistano molte persone come te e che la purezza con cui affronti le cose sia il domani dei nostri figli. Un saluto e scusami se mi sono dilungato.
    Marco

  2. antonella scrive:

    Carissimo leonardo
    Leggo con piacere il tuo articolo di cui ho apprezzato il largo respiro, la pretesa totalizzante di comprensione delle cose e la ricerca forte della tua identità di poeta.
    In questo vorrei dire e condividere con te che l ‘affannosa ricerca dell ‘uomo di sottoporre tutto al vaglio della ragione-pur dando i suoi frutti – lascia fuori l ‘universo di ciò non può trovarsi solo sulla base della scienza; ciò che non è il prodotto di un analisi di laboratorio ma che investe la parte piu ‘ intimista della persona; é ciò che chiamiamo fede.
    La fede altro non è se non un atto di fiducia, e in questo é anche un atto di ragione, un procedere ragionevole, l ‘atto estremo della ragione. Fede e ragione non sono in antitesi !

  3. Rosalba scrive:

    Che dirti, Leonardo, la tua autoanalisi non fa una grinza. Essere puri e non schierarsi è una dote e tu hai le carte in regola

  4. Roberta scrive:

    Una disamina abbastanza completa ed esauriente la tua, Leonardo!
    Ho apprezzato e apprezzo ancora moltissimo il Romanticismo, era una corrente, anche e soprattutto letteraria, che nei banchi di scuola, mi faceva sognare! Mi hai riportato indietro nel tempo, grazie!

  5. LAURAS scrive:

    meravigliosa riflessione

  6. bruna cicala scrive:

    Interessante e completa disamina in un linguaggio accativante…Compito
    della scienza é la dimostrazione di se stessa, compito del poeta dimostrare che tutto é possibile.

  7. Claudia Piccini scrive:

    Ho letto attentamente la tua bellissima riflessione Leonardo Manetti e per la maggior parte concordo con te, soprattutto ciò di cui son convinta è che tu sia un Poeta con una spiccata sensibilità, capacità profonda di esplorarti e di rifletterti , e proprio in quanto tale come ogni poeta difficile da inquadrare ORA , in un’ideologìa, in un tempo, in uno spazio, che sicuramente si evolverà nel “tuo” tempo interno, nel “tuo” spazio esterno secondo il “tuo” vissuto, e il “tuo” vivente…Grazie di cuore per la profondità che emani…Claudia Piccini

  8. Ben scritto,molto ben preparato e conoscitore a fondo dei concetti fondamentali dei movimenti che hai esposto talmente bene e in modo semplice e chiarissimo che, mi hai fatto tornare la voglia di andarmi a ripassare ciò che avevo accantonato in un angolino della mia mente. Quando si affrontano queste tematiche comunque non si può trarre delle conclusioni in quattro parole, bisogna approfondire appunto, come hai fatto benissimo tu.

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